Tempo di lettura: 4 minuti – Si è sentito e si sente ancora impiegare sia quel sostantivo sia il relativo verbo in modo del tutto fuori contesto: «hai l’asfalto in bocca e nel naso», oppure «sei asfaltato». Esattamente, di cosa si tratta? Come accade e, soprattutto, come si può tentare di risolvere?
Dire – a sé stessi o ad altri – di essere “asfaltati” è una forma di retorica, impiegata per dare una spiegazione alla mancata, o debole, percezione gustativa e olfattiva all’atto del vaping. L’idea nasce dal traslare l’effetto di un ipotetico strato d’asfalto depositato, le cui caratteristiche impermeabilizzanti e coprenti inibirebbero percettori olfattivi e papille gustative, impedendo a tali sensi di svolgere la loro funzione e giustificando, in tal modo, il non percepire né gustativamente, né olfattivamente una qualche sostanza con la quale tali sensi siano entrati in contatto.
Sin dai tempi dei primi liquidi realizzati mediante estrazione da vere foglie di tabacco (iniziata negli anni 2013-2015), l’uso eccessivo produceva (e produce) nel vaper la semplice saturazione dei recettori olfattivi e delle papille gustative, esattamente come accade con cibo e bevande, nulla di diverso.
La metafora consiste, con una certa vena ironico-sarcastica, nell’affermare che sulla lingua e nel naso l’uso smodato dei vaporizzatori con tali liquidi ha depositato un tale strato di “asfalto” da impedire la percezione di qualsiasi altro aroma, che risulta del tutto inodore e insapore non perché lo sia realmente, ma perché i recettori sono saturi. Del resto, basta riflettere su un fatto: la prima forchettata di fettuccine al ragù è squisita, la seconda anche, la terza già un po’ meno, l’ultima – è innegabile – la si percepisce molto meno delle prime. La causa è esattamente la stessa: saturazione.
Tra cibo e svapo, però, c’è una differenza: mentre il piatto di fettuccine, nella peggiore delle ipotesi (dove per peggiore si intende più ravvicinata in termini di distanza di tempo), sarà nuovamente consumato dopo un periodo tra le 6 e le 12 ore dal precedente e si dà, quindi, ai recettori tempo sufficiente per resettarsi (ovvero “de-asfaltarsi”) interponendo, tra l’altro, assunzione di altri tipi di cibo come frutta, frutta secca o altro, nonché di bevande, acqua prima di tutto, nel caso del vaping l’assunzione spesso non cessa: si sta continuamente lì, con il ciuccio in bocca, e si continua a svapare, impedendo ai poveri recettori di “riprendersi”.
A questo punto le risposte vengono da sole:
- non è bene svapare di continuo, sia perché non si tratta di aria di mare, bensì di sostanze in linea di massima e in condizioni normali innocue ma, in ogni caso, diverse dall’aria; dopo una ventina di tiri, occorre sapersi dare un limite e lasciare quel maledetto vaporizzatore sul tavolo per un bel po’ di tempo prima di tornare a impiegarlo; un tempo ragionevole potrebbe essere: venti tiri, venti minuti di pausa, venti tiri, venti minuti di pausa, poi ognuno si regolì come crede;
- il glicole propilenico, che è un componente essenziale dei liquidi da vaping, asciuga le mucose, dunque occorre bere acqua, bere acqua, bere acqua, persino – per chi non riesca spontaneamente – arrivare ad auto-imporsi la tecnica: un tiro, un sorso abbondante d’acqua, un tiro, un sorso abbondante d’acqua, e così via; se i medici sono ormai quasi tutti concordi nel dire che occorra bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno, chi svapa farà meglio ad alzare il tiro e bere molto di più; «eh, ma poi sto sempre a far pipì»: non fa niente, tranquilli che non si consuma né il cetriolo né la moglie del cetriolo e, per di più, i reni ringrazieranno sentitamente e l’organismo tutto, essendo più idratato, ne trarrà vantaggio;
- in caso di emergenza, ossia di “asfalto” ormai depositato a strati geologici sui recettori, la tecnica principe è certamente la meno ambita, ma la più efficace: sospensione e assunzione d’acqua; «eh, ma io non resisto senza svapare», non è vero: un po’ tutti hanno preso l’aereo per un volo più o meno lungo, no? Ecco, fate finta di stare in aereo e astenetevi per la durata dell’ipotetico volo lungo, vedrete che l’asfalto si scioglierà, eccome; potrebbe accadere che qualcuno, con astensioni così prolungate, non resista: in tal caso meglio riprendere a svapare, altrimenti c’è il rischio ricaduta; altri, invece, potrebbero arrivare alla conclusione che ma sì, a questo punto smetto anche con lo svapo: poco male! Sarebbe la cosa migliore!
Le tecniche di reset che possono apparentemente funzionare, ma in realtà sono solo disorientanti e spesso poco efficaci, sono le seguenti:
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- svapare menta, liquirizia, frutta o altro di totalmente diverso da ciò che si svapa di solito: in realtà è la tecnica peggiore, perché è come continuare a mangiare cambiando tipo di cibo, non concedendo ai recettori alcun riposo né allo stomaco il tempo di digerire; tuttavia, se per voi funziona, amen: fatelo pure;
- mangiare zenzero candito, caramelle, ecc.: stessa cosa, sono sollecitazioni forti ai recettori che non danno loro il tempo di riposare e ripristinarsi;
- svapare base neutra: forse la meno controindicata, a patto di bere acqua a fiumi e, comunque, di efficacia inferiore rispetto alla sospensione.
In definitiva, bisogna ricordare che anche lo svapo è un vizio e che non è stato inventato per svapare vita natural durante. In teoria, il percorso ideale sarebbe: stop fumo, inizio svapo; congruo periodo di svapo, con graduale riduzione del livello di nicotina, fino ad arrivare a zero o quasi; dilazione nel tempo delle sessioni di svapo; stop totale, anche allo svapo.
Per alcuni è stato il percorso naturale, per altri no. Poco male: il danno che ne deriva è prossimo allo zero ma, appunto, prossimo non significa uguale. Sarebbe sempre meglio avere lo stop totale come obiettivo finale e, laddove non riesca, cercare almeno di contenerne un po’ l’uso perché, appunto, non si trasformi in abuso, uno dei cui effetti collaterali è proprio… L’asfalto.
Spero di aver dato notizie utili, non tanto per chi svapa da anni, ma per i nuovi.
Nota bene: quanto qui espresso vale qualsiasi dispositivo impieghiate per svapare e in qualsiasi modalità preferiate svapare.
MVP
