Tempo di lettura: 4 minuti – Ho diversi profili YouTube “ufficiali”, nel senso che sono tutti intestati a me e autenticati, con telefono e documento. Lo scopo è suddividere per aree di interesse. Finora ha funzionato abbastanza bene, ma a quanto pare… Sta cambiando.
Faccio un esempio a te che leggi, per farmi capire. Hai parecchi interessi, anche molto diversi tra loro. Vorresti che, quando ti colleghi su YouTube, il portale ti mostrasse video correlati ad una ben precisa sfera di interessi tra i tuoi. Per far questo ti sei creato diversi profili, tutti ufficiali, nota bene, niente sotterfugi o false identità, e finora ha funzionato ma, a partire da agosto 2025, qualcosa è cambiato: gli interessi memorizzati dal portale per ciascun profilo si stanno mischiando e quando fai delle ricerche specifiche usando un ben preciso profilo, vedi che anche in un altro di essi, normalmente usato per cercare tutt’altro, compaiono proposte di video legate al primo.
Da notare che questa tecnica non c’entra nulla con i profili non noti che ho, fatti apposta per svolgere monitoraggi e operazioni sotto copertura. Di tali tipologie di profilo ne ho in abbondanza, ma in modo totalmente separato da quelli in questione: non stanno neppure sulla stessa macchina né operano sulla stessa rete.
Non ho idea di quale sia il progetto di fondo di YouTube nel fare questa manovra: cosa vuol fare, mi vuol far capire che si è accorto che ho diversi profili ma sono sempre io? Bèla fadìga, dicono i romagnoli: io non ti ho mica raggirato, mi sono sempre registrato col mio nome, il mio documento, il mio cellulare e sotto medesime email, sempre a me intestate, quindi nessun sotterfugio.
Quel che mi spiace è che fino ad ora questa tecnica ha funzionato perfettamente. Avevo un profilo su cui, per dire, eseguivo solo ricerche (e guardavo contenuti) relativi all’informatica; un altro su cui facevo ricerche nell’ambito sociologico e culturale in generale; un altro ancora in cui eseguivo ricerche sullo svapo; un altro ancora in cui le ricerche erano orientate ad altre discipline, come fisica, chimica, elettricità ed elettronica; un altro ancora in cui eseguivo solo ricerce legate al fermodellismo; e diversi altri, divisi “per materia”.
Era molto comodo: usando il profilo del fermodellismo, ricevevo proposte di video molto in tema ed era piacevole da consultare, conoscevo nuovi canali, vedevo emergere canali appena creati ma promettenti sul tema. Stesso discorso sugli altri temi. E quando (raramente) il sistema tentava di propormi video fuori tema rispetto al profilo in uso, un bel tasto destro sui tre puntini, “non mi interessa” e via: così facendo il profilo restava ben centrato e i video non correlati restavano sempre molto pochi.
Da alcune settimane sembra essere finito tutto in una gigantesca centrifuga. Mentre sono sul profilo orientato alla sociologia, mi ritrovo, oltre agli immancabili gattini, agli irrinunciabili indianini che ti fanno vedere come creare energia perpetua dal nulla, solo qualche video in tema con il profilo, non più sostanzialmente video in tema con il profilo. Stessa cosa sugli altri: mentre sono sul profilo del fermodellismo, mi ritrovo proposte di video di svapo; mentre sono sul profilo di svapo, mi ritrovo proposte di fermodellismo, di sociologia, di fisica, un paio di cagnucci appena toelettati e via mischiando.
Mi dispiace, ma se questa centrifuga continuerà, cancellerò tutti i profili addizionali, tornerò a utilizzare i bookmark per salvare i canali che mi interessa consultare, toglierò tutte le iscrizioni e smetterò di utilizzare YouTube in modalità autenticata: il farlo sta offrendo troppo poco rispetto al costo (pagato in dati personali) del far sapere a YouTube con precisione chi sta cercando cosa.
Come concetto generale, comunque, Internet mi piace sempre meno. Io ho conosciuto un’altra Internet, un altro Web: nel 1991, quando Sir Tim Berners Lee lanciò il primo sito che impiegava il linguaggio HTML, io ero nel pienissimo della mia carriera di Informatico. Posso dire di aver visto nascere il Web.
Quel che vedo oggi è un aborto, un luogo (anzi, un non-luogo, per dirla in maniera vagamente più accademica) dove il 90% dei contenuti sono costituiti da autentica immondizia e a malapena il 10% è degno di essere preso in considerazione per una prima scrematura, al termine della quale – probabilmente, ma senza certezza alcuna – si riesce ad estrarre qualche dato valido.
Forse Internet non doveva finire proprio in mano a tutti. Forse occorreva mantenerla un po’ più d’elite. Invece, come al solito, il dio denaro ha deciso diversamente. Ora ce l’hanno talmente tutti che è diventata la sede centrale della mediocrità e della futilità, come indicato a proposito dei social media dal compianto Prof. Umberto Eco:
«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».
Da formidabile mezzo di diffusione della conoscenza a pernicioso mezzo di diffusione dell’ignoranza, del provincialismo e dei fuffa-guru, dove essere influencer non è considerato un effetto collaterale del successo, ma il successo stesso.
‘A pucchiacc ‘n man ‘e ccreature, dicono i napoletani.
C’è qualcosa che non va. E a me vien voglia di smettere di usare Internet navigando. Piuttosto, di usarla a compartimenti stagni. Amazon? Bene, ti colleghi con Amazon, fai quel che devi fare e stacchi. Ricerche? Molto mirate e lettura di risultati solo da siti noti. Servizi? In modo ermetico: ti colleghi al servizio, fai quel che devi fare e non vai oltre. Ma nessun impiego a ruota libera, nessun impiego social ad esclusione dei circoli privati tramite App dedicate (es. Telegram). Esattamente il contrario del modello mentale imposto dallo swiping (l’atto di scorrere video sul display dello smartphone, inventato da TikTok, poi scopiazzato da Meta e, più recentemente, da YouTube), che si dimostra essere il modello più efficace nel produrre rincitrullimento collettivo, ossia una massa informe e plasmabile di esseri umani privi di carattere e di personalità, adattissimi per essere governati dal primo pseudodittatore di turno, rosso o nero che sia.
MVP
