Latakissimo Dreamods, impressioni

Tempo di lettura: 4 minuti – Il terzo e ultimo della triade che ho voluto provare. Anche in questo caso Gallegati, l’ideatore, suggerisce di degustarlo in flavour o polmone, ma non è stato possibile. E di nuovo non posso negare che, a differenza del primo, sono rimasto abbastanza favorevolmente impressionato.

Copertina del video
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I nuovi liquidi “del Santone” – modo commerciale di definire dei liquidi suggeriti, oppure ideati, oppure valutati e indirizzati da un personaggio del mondo del vaping – arrivano tra fine del 2025 e inizio del 2026. Secondo Gallegati, Latakissimo – liquido costituito da tabacco Latakia non meglio specificato, aromatizzato al burro e pop corn – può essere degustato in qualsiasi modalità (guancia, flavour o polmone), ma anche in questo caso suggerisce caldamente di scegliere la modalità polmonare.

Avendo acquistato, come per gli altri due, lo shottino 10+10, ossia un flacone da 20 ml. in cui sono contenuti 10 ml. di solo aroma in PG (glicole) a doppia concentrazione rispetto al liquido finito, si è praticamente obbligati a completarlo con del solo VG (glicerolo/glicerina), inclusa eventuale nicotina. Ciò comporta l’ottenimento di un liquido finito a concentrazione di VG non superiore al 50% ossia, in altri termini, si è obbligati ad arrivare ad un e-liquid pronto 50PG/50VG, che è poco adatto ad essere utilizzato in modalità diverse dal tiro di guancia.

A differenza del primo provato (MK-DELTA), sul quale ho avuto delle perplessità, anche in questo caso sono rimasto impressionato più favorevolmente, in modo molto simile a quanto accaduto per il Boomer.

All’apertura del flacone non sono avvertibili odori nettamente distinguibili se non vaghi sentori riconducibili all’aromatizzazione. Come per il Boomer, si percepisce perfettamente trattarsi di una aromatizzazione di sintesi: quello che dovrebbbe essere il burro è presente con un sentore il cui effetto olfattivo sulle prime ricorda più l’acido butirrico che altro. La parte relativa al pop corn, all’inalazione, ricorda più un aroma di formaggio che altro. La summa dei due scaturisce in una sensazione non difficile da definire “di finto”, come già constatato, perché entrambi, con ogni probabilità, non sono naturali, bensì di sintesi. Nessun odore di tabacco è nettamente percepibile all’inalazione nasale dal flacone.

All’atto della degustazione, sempre ricordando che siamo di fronte ad un prodotto general purpose, dunque destinato anche a dispositivi non rigenerabili e quindi estremamente pulito, in testa si percepisce subito una nota cenerosa e fumosa che lascia pensare a una varietà cipriota del noto tabacco che porta il nome della città della quale è originario. Segue – e va a costituire il corpo, o cuore – la nota di origine butirrica che, nell’insieme, tende a perdere quel sentore di cattivo odore e ricorda, invece, i sentori di cuoio. Da questa, l’evoluzione verso la coda lascia spazio alla delicata tostatura un po’ “oliosa” del pop corn, che smette di far pensare al formaggio e tende invece a ricordare le note “cotto/bruciate” del tabacco di riferimento.

Nell’insieme il liquido risulta deciso ma delicato, non stanca e si fa svapare volentieri. A differenza di quanto ci si potrebbe attendere da un liquido fondato sul Latakia, risulta anche questo non asfaltante, non impastato, bensì definito, pur se contraddistinto da una certa complessità e, al contempo, di una modesta prestazione aromatica, delicata ma percepibile. Anche stavolta, dunque, si potrebbe parlare di un buon all-day in senso non dispregiativo.

Per la degustazione ho provato su:

  1. 415 V2 di Four One Five Mods, impostato con air nozzle 2 x 0.8 mm., montato a 40/45°, rigenerazione con Ni80 29AWG (0.30 mm.), 6 spire su 2.25 mm. di diametro, per un’impedenza di circa 0.9 Ω che, alimentata in modalità meccanica, lavora inizialmente a circa 16 Watt per via del voltage drop e si assesta, dopo un po’ di tempo di uso, intorno ai 15/14 Watt, una potenza più che idonea per il liquido e per la camera di vaporizzazione, senza surriscaldare. La resa è stata ottima, piena e corposa, con testa decisamente latakiosa che poi evolve in burrosità e, nello sviluppo, compie una sorta di “emulazione” del sentore cuoioso, quindi si allontana verso una coda in cui prevale il pop corn che, nella “psicologia” della svapata, non fa tanto pensare al croccante snack da cinema quanto alla secchezza e bruciatura da tabacco, senz’altro un azzardo ma non esito a dire ben riuscito;
  2. Skyline-R di ESG, con airdisk a foro singolo da 1.2 mm., rigenerazione identica alla precedente, utilizzo sempre in modalità meccanica. Ottima vaporosità, più cremoso, meno presenti le note tabaccose ma ugualmente molto godibile; potrei solo aggiungere che, con questo atomizzatore, pur restando estremamente godibile, resta più difficile individuarlo come un tabaccoso cremoso;
  3. Kiwi di Kiwi Vapor, una delle POD più diffuse, con cartuccia da 1.2 Ω. Pur notando un minor hit e una quota di aromaticità inferiore rispetto ai rigenerabili, la sensazione finale è stata quella di percepire una sorta di maggiore compatibilità e di migliore empatia tra l’aroma e il dispositivo, come fossero stati pensati uno per l’altro. Fumoso, per certi versi sigarettoso, per via della conformazione del tiro che ricorda molto quello della sigaretta, è risultato forse addirittura più godibile che sui rigenerabili;
  4. Spica Pro di Sirius Mods, dotato di pin aria a stelo di Gianluca Morici, rigenerato con del semplice Kanthal A1 28AWG (0.32 mm.), facendo 5 spire su 2.25 mm. per circa 0.9 Ω, che in modalità meccanica lavora inizialmente a circa 16 Watt per via del voltage drop e si assesta, dopo un po’ di tempo di uso, intorno ai 15/14 Watt, una potenza più che idonea per il liquido e per la camera di vaporizzazione, anche qui abbastanza compatta, senza surriscaldare; la resa, più secca rispetto a Skyline-R e 415 V2, ha di nuovo favorito l’aspetto tabaccoso facendo riemergere incensosità e cenerosità, a cui è seguita una evoluzione del tiro diversa dagli altri: dopo il corpo burroso che segue la nota di testa, il finale, in precedenza reso “secco” dal pop corn, dona invece un sentore quasi dolce, perfettamente in raccordo con la nota iniziale latakiosa.

Come per i precedenti, l’aggressività sulle resistenze è sempre stata contenuta (benché più tendente a scurire le resistenze) e tale da consentire ulteriori refill senza dover rigenerare. A differenza di MK-DELTA e come per il Boomer, in questo caso potrebbe accadere che lo riacquisti in versione 20+40 (il tipico formato scomposto) in quanto è l’unico modo per tentare di degustarlo in modalità polmonare o, almeno, flavour. Il suo carattere, già anche nell’uso MTL, per me è stato gradevole ma, come sempre, queste sono sensazioni personali, dunque soggettive.

Anche in quest’ultimo caso direi che il liquido si sia guadagnato un buon 7 e 1/2, ammesso sia lecito attribuirgli un voto, passibile di modificazioni all’atto dell’uso flavour/polmonare, il che lo rende senza alcun dubbio accettabile, pur non sentendomela di collocarlo tra le eccellenze ma dovendo ammettere che, in un modo o nell’altro, si è fatto svapare.

MVP


Marco V. Principato

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Informatico sin dagli anni '80, laureato con lode in Scienze della Comunicazione, dottore magistrale con lode in Informazione Editoria e Giornalismo, studente a vita per meritare davvero la qualifica di dottore, radioamatore (IK0MHG).

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