Svapo “social” su YouTube e altri social: chi c’è rimasto?

Tempo di lettura: 3 minuti – Diamo uno sguardo a ciò che era lo svapo social qualche anno fa, e a ciò che è oggi: meglio saperlo, perché la svaposfera oggi sta messa veramente male.

Correvano gli anni 2015/2016. Di riferimenti su YouTube, per chi era desideroso di imparare, ce ne erano diversi: a parte Il Santone dello Svapo e Danielino 77, che erano i più in vista e i più importanti, si spaziava da Michele di Svapators & EsigBlog.com a MatEric, da Il Piadinaro dello Svapo ad AlborMagni, da Teseo Gola a Moreno Botta e a Zio Svapo, da UncleDog a FBN Vaper, da Vapore Annienta Fumo a Che Bella La Sigaretta Elettronica, a Ignoranz Svapo e SvapoElite by IvanZeta. Iniziavano di lì a poco anche Blow Svapo, poi Svaprolet, Svapo di Guancia, Condivisione per Passione, Svaporebuild, Svaposix, Amarcord dello Svapo, e tanti altri che sarebbe troppo lungo elencare.

Non tutti, certamente, erano della stessa bravura, passione e competenza, ma c’era l’imbarazzo della scelta e solo chi non voleva non trovava e non imparava.

Dal 2017 in poi è iniziato il lento declino della circolazione dei contenuti di svapo, partendo con il famoso Adpocalipse di novembre del 2017. Lento, ma continuo e inesorabile. Pian piano, diversi hanno inziato a diradare e qualcuno ha abbandonato.

Nel 2020, immodestamente, iniziai anche io, in piena contrarietà youtubereccia, puntando sostanzialmente sull’argomento TC (Controllo Temperatura) divulgato in modo sistematico e scientifico. Nonostante le contrarietà mediatiche il mio canale funzionò abbastanza, ma fu molto ostacolato, e non solo da Youtube, ma anche da diversi “colleghi” che mi osteggiavano e vedevano in me una minaccia di ombra (lo negheranno fino alla morte, ma è inutile: era così). Lo capii subito e, dal 2021, mi attrezzai per essere anche su Twitch, dove tutto andò benissimo e ci sono ancora, sia pure in una fase ormai “conclusiva”, dati i cambiamenti del mercato. Personalmente, Youtube l’ho abbandonato del tutto nel 2023. Negli anni successivi ci ho solo giocherellato un po’, ma poi mi ha stancato anche quello.

Nel 2025, ahimé, dal punto di vista dello svapo, è un mortorio. Tra il mercato dell’offerta in campo rigenerabili e high-end che ormai ha quasi del tutto tirato i remi in barca, il conseguente forte rallentamento dei pochi restanti e l’abbandono da parte di molti dei vecchi nomi anche di un certo prestigio, oggi il panorama è desolante.

C’è quella che qualche buontempone ha definito “la nuova leva svapistica”: assai irriverente, ma ce ne serviamo come marcatore temporale. Purtroppo da circa uno/due anni a questa parte la nuova leva offre ben poco, un po’ per scarsa attitudine alla creazione di buoni contenuti, un po’ per competenza marginale, un po’ per contrarietà di Youtube, un po’ per scarsezza di prodotti, un po’ per il mutato interesse della clientela generica, un po’ per la chiusura di alcuni modder importanti.

Di Youtuber veramente capaci di produrre contenuti in modo non dico professionale, ma almeno serio e dotati di una competenza dignitosa, ce ne sono rimasti pochissimi: bastano, forse, le dita di una sola mano per contarli, tenendo presente che – in ogni caso – il livello medio di competenze non è mai stato poi così alto, ma prima di tutto erano altri tempi e, in secondo luogo, proprio perché erano altri tempi, erano anche più contenute le esigenze.

Dunque, ai “nuovi” che oggi si affacciano su YouTube, non posso che suggerire queste cose:

  1. mettere in dubbio qualsiasi cosa si apprenda da YouTube Italia in tema vaping;
  2. preferire di gran lunga di imparare e avere consigli di persona, piuttosto che tramite social, di qualsiasi tipo essi siano (quindi inclusi Instagram, Facebook, TikTok e qualsiasi altro) e preferire, se proprio deve essere tramite un social, l’interazione digitale diretta privata, laddove possibile;
  3. aguzzare occhi e orecchie per cercare di capire, nelle eventuali comunicazioni interpersonali mediate da computer, chi si ha davvero davanti: di venditori di fumo se ne trovano a bizzeffe, di persone realmente competenti ben poche, in modo particolarissimo sul fronte tecnico;
  4. nelle community astenersi dal partecipare a momenti di lite, di screditamento, di battibecchi ed altre amenità digitali del genere: non insegnano nulla e alimentano solo i contenziosi ma, soprattutto, non appianano nulla;
  5. selezionare con estrema attenzione le figure cui si fa riferimento: la svaposfera oggi abbonda di pagliacci, cantastorie, marchettari, venditori di fumo, presuntuosi, arrivisti e opportunisti che sono tali senza vergogna alcuna e solo pochissimi, ma davvero pochi, si mettono dietro alla telecamera in modo realmente disinteressato e con il solo scopo di fare divulgazione.

Se si ha la fortuna di avere un negozio fisico di riferimento con un titolare e/o dei dipendenti capaci, avere un rapporto con tale struttura oggi è la cosa migliore, che rende perfettamente superflua e inutile qualsiasi frequentazione definibile come “social” in tema di svapo.

Purtroppo è così, non c’è niente da fare: come dice l’Avv. Giuseppe  Di Palo, chest’è.

MVP


Marco V. Principato

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Informatico sin dagli anni '80, laureato con lode in Scienze della Comunicazione, dottore magistrale con lode in Informazione Editoria e Giornalismo, studente a vita per meritare davvero la qualifica di dottore, radioamatore (IK0MHG).

Le sue posizioni in Rete:

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