Vaping social: attenzione, è un mondo pericoloso

Tempo di lettura: 10 minuti – Mi rivolgo soprattutto ai principianti che stanno avendo i primi approcci con il mondo del vaping fondato su dispositivi rigenerabili e liquidi adatti ai medesimi: occhio, perché se su Internet bisogna filtrare l’80 per cento di quel che si legge o si vede, in questo specifico mondo va filtrato quasi il 100 per cento.

In ogni settore dello scibile umano c’è chi comincia, chi è più avanti, chi è molto più avanti e chi è più vicino ad un ipotetico traguardo che, in verità, quando si tratta di conoscenza, in effetti non c’è mai: anche chi crede di esserci arrivato, se ha onestà intellettuale, si rende perfettamente conto che un traguardo non c’è, perché più si crede di esservi vicini, più si rileva che c’è sempre dell’altro da imparare. Alla luce di ciò, vediamo lo scenario e come direi sia meglio averci a che fare.

Consiglio caldamente di applicare diffidenza (o trattare con estrema cautela e senso critico attivo) nei confronti delle seguenti macrocategorie:

  1. tuttologi
  2. demonizzatori
  3. pagliacci e giullari assortiti
  4. imbonitori

Vediamoli uno per uno, così avete una guida separata per ciascuna macrocategoria.

1. Tuttologi

Soprattutto nel tormentato mondo dello svapo di classe, per così dire, ossia proprio quello nel quale si parla di atomizzatori rigenerabili o, peggio, di solo hardware high-end (con relativa posizione di rigetto nei confronti dell’hardware mid- e low-end o delle repliche, spesso dette cloni), trovare dei tuttologi è tutt’altro che infrequente. Sentirete gente che:

  • sa tutto sugli atomizzatori: li conosce tutti o quasi tutti (e dove non conosce, si butta e prova a farvi credere che conosce), di ciascuno conosce restituzione aromatica, hit, bontà dell’alimentazione, consumo, capacità, volumetrie, le migliori coil (resistenze, in linguaggio tecnicamente più corretto) per ogni singolo liquido, insomma pregi, difetti e modalità di impiego, nonché la scelta degli aromi meglio restituiti dal quel singolo atomizzatore;
  • sa tutto sui dispositivi di erogazione: box e tubi, meccanici e circuitati, mosfet, li conosce tutti, spesso dice di averli o averli avuti pressoché tutti e dispensa consigli sulla spinta, quella cosa che nessuno sa spiegare in termini tecnici appropriati, ma tutti conoscono o, meglio, fanno finta di conoscere e con cui nessuno, in caso di sua mancanza, sa confrontarsi con un approccio scientificamente fondato;
  • sa tutto sulle rigenerazioni: dispensa consigli su quale tipo di filo resistivo usare, quante spire fare, su quale diametro, se spaziate o meno e quanto spaziate, quanti Watt, quanti Volt, vi informa sulle varie modalità di svapo (meccanico, circuitato, controllo temperatura), eccetera;
  • sa tutto sul cotone: dalla raccolta alla pulizia, dal trattamento allo sbiancamento, dall’idoneità ad ogni singolo tipo di svapo alla permeabilità (poi magari ignora la cosa più importante: quello organico a 250°C si degrada e brucia);
  • sa tutto sul TC (Temperature Control, cioè controllo temperatura in inglese) e questi sono facilmente individuabili: quelli che vi dicono che è inutile, non serve a niente e non dà alcun vantaggio, generalmente sono coloro che, non avendo capito nulla o quasi del suo funzionamento, nei casi migliori ci hanno provato riscuotendo sonori insuccessi, nei peggiori non ci hanno neppure mai provato, ma parlano come se l’avessero usato per anni realmente per svapare, non solo per scena davanti alla telecamera (e se l’hanno davvero usato e non hanno finto di usarlo: fateci caso, vi fanno mai vedere il display della box mentre lo usano?);
  • sa tutto sui tabacchi: le diverse cultivar, il curing, il trattamento, l’uso nel fumo, le caratteristiche aromatiche nel fumo e nello svapo, le fasce aromatiche, le note di testa, di cuore (o corpo che dir si voglia) e di coda; vi sa descrivere ogni singola minima sfumatura, ogni angolo di palato e di naso interessati, come deve essere fumato/svapato, come deve essere trattato e, in alcuni casi, anche se e come può essere impiegato per l’estrazione a scopo produzione di e-liquid.

Mi fermo per non cadere nell’errore delle enumerazioni infinite, ma ci sarebbe da continuare.

Bene, se solo vi ci mettete un attimo scoprirete che, in almeno uno dei punti elencati sopra – almeno uno, ma spesso di più – il tuttologo di turno vi ha elargito diverse sciocchezze prive di fondamento.

Parlo per me: so bene di non essere un esperto di tabacchi, non l’ho mai nascosto. In buona parte li conosco, ma come ex fumatore, e me ne guardo bene dal vendermi conoscenza che non possiedo (o anche che possiedo ma che non ho avuto modo di trasformare in competenza).

Viceversa, sugli aspetti elettrotecnici ed elettronici – senza quelle false modestie melense e sdrucciolevoli – so bene di essere, rispetto al panorama visibile su YouTube da almeno una decina d’anni a questa parte, un soggetto che ne ha da vendere per tutti, Santoni e Danielini compresi: se mi confrontassi con chiunque su questo specifico tema, non avrei alcuna difficoltà ad asfaltarli tutti, dal primo all’ultimo.

Confezione giocattolo vintage, venduta quando sul fumo si sapeva ancora troppo poco.

Confezione giocattolo vintage, venduta quando sul fumo si sapeva ancora troppo poco.

Il motivo è semplice: elettrotecnica ed elettronica sono state la mia passione dall’età di sei anni in poi, culminata negli studi di informatica dai vent’anni in poi e durati pressoché tutta la vita.

Quindi non è uno sforzo: tenendo conto che mentre scrivo questo testo ne ho sessantacinque compiuti, semplicemente sono tutte materie con cui ho avuto e ho a che fare sin da quando la sigaretta elettronica non era neppure nella mente di Dio e in commercio c’era ancora il famoso kit giocattolo per bambini chiamato “IO FUMO” (vedi figura a lato).

Ecco, insomma: attenzione a chi non individua e, peggio, non ammette i propri limiti di competenze. Cioè al tuttologo.

2. Demonizzatori

demonizzatori sono quegli pseudo-personaggi che demonizzano determinati dispositivi o circostanze a prescindere dalla plausibilità della demonizzazione. Lo scopo è deviare l’attenzione verso il segmento che essi trattano, piuttosto che lasciare alla controparte la propria libera scelta e confrontarsi candidamente con essa. Alcuni esempi sono:

  • i contro-pod: coloro i quali affermano che le pod siano giocattoli e non dispositivi per svapare, ne disconoscono l’evoluzione, pur notevole, degli ultimi anni e gettano discredito, a volte ingiustificato, sui liquidi pensati per tali dispositivi; sostengono che l’unico modo per svapare decentemente sia imparare a rigenerare e usare solo dispositivi rigenerabili, spesso solo high-end; diffidatene: se per voi la pod risolve il problema e non vi fa fumare, avete vinto, il resto sono sciocchezze;
  • i contro-cloni: coloro i quali ripudiano seccamente e senza ragionevolezza le repliche di dispositivi high-end, spesso dette cloni, a prescindere da qualsiasi ragionamento sano possa essere fatto su tali articoli, spesso adducendo come ridicola scusante la violazione di diritti (applicabile solo in caso di speciali tutele avviate dal produttore, come hanno fatto The Vaping Gentlemen Club, Oxygene Mods e qualche altro) o le differenze qualitative, che potevano essere reali 12/14 anni fa, ma oggi non più; diffidatene: se un determinato modello vi incuriosisce e potete permettervi solo la replica, prendetela pure, avendo solo cura di accertarvi che non sia la replica di un prodotto il cui design sia coperto da brevetto (come i due brand sopra citati), non starete facendo nulla di male;
  • i contro-meccanico: coloro i quali ripudiano l’impiego di dispositivi puramente elettromeccanici (siano essi box o tubi), ritenendoli pericolosi oltre quanto lo siano realmente; generalmente tale ripudio deriva non dall’effettivo rischio (che comunque c’è, ma va affrontato con l’apprendimento e non con il rigetto), bensì da loro insicurezze e loro incertezze sulle competenze necessarie per impiegare tali dispositivi con sufficiente tranquillità; diffidatene: se quella modalità di svapo vi intriga, acculturatevi sul campo e affrontatela, basta farlo senza azzardi e con l’aiuto delle dovute nozioni teoriche che, se non avete, potete sempre acquisire, dato che state leggendo qui, quindi non siete stupidi;
  • i contro-circuitato: l’opposto dei contro-meccanico; sostengono che l’unico modo decente di svapare sia la modalità meccanica (o, meglio, elettromeccanica) in quanto presenta un’evoluzione della svapata non ottenibile con i circuiti, che sia fonte di maggiore orgoglio e soddisfazione, e varie altre motivazioni di cui pochissime fondate (l’evoluzione della svapata, per esempio: quella è fondata ed è dimostrata da ragioni elettriche, non contestabili) e la maggior parte assai poco fondate, spesso associabili più all’ostentazione di simboli fallici che di vera, sostanziale differenza; diffidatene: vi spingerebbero in un mondo che probabilmente per voi è prematuro affrontare senza le opportune competenze e vi esporreste gratuitamente a rischi anche seri;
  • i contro-estrazione-domestica: coloro i quali sostengono che fare in casa estrazione di aromi dai tabacchi sia in ogni caso attività da non farsi; è assolutamente falso, è fattibilissimo, il solo problema è che,  producendo qualcosa da inalare nei propri polmoni, va necessariamente fatto seguendo criteri e procedure ben definiti, senza eccezione alcuna, al fine di garantire igiene, salubrità e genuinità del prodotto; si tratta di acquisire un certo grado di competenze, anche piuttosto cospicuo e quindi non necessariamente alla portata di tutti, ma ciò non significa che non sia fattibile; diffidatene: piuttosto, se la cosa vi intriga, affrontatela nel modo più corretto possibile, cioè iniziando a incamerare bene tutto il know-how richiesto da fonti serie, affidabili e possibilmente scritte, non dal semplice passaparola;
  • Un FeV BF-1 rigenerato con filo in Titanio, usato in TC su una box BF Centaurus Quest di Lost Vape

    Un FeV BF-1 rigenerato con filo in Titanio, usato in TC su una box BF Centaurus Quest di Lost Vape

    i contro-bottom feed: coloro secondo cui svapare con un sistema Bottom Feed è anacronistico, superato, surclassato, non vi fa fare un tiro uguale all’altro, eccetera. Sciocchezze: se quel modo di svapare vi piace, dovete solo imparare a farlo bene, capendone il meccanismo; e, se proprio avete tanta paura di fare dei tiri a secco, fate ricorso al controllo di temperatura: oltre a impedirvi di fare tiri a secco, vi farà svapare con gusto molto più costante; il solo problema è che dovete imparare bene a usare il controllo temperatura e, anche qui, dato che non siete stupidi, potete imparare a farlo, esattamente come ho imparato io;

  • i contro-polmone/flavour/mtl: sono coloro che prediligono una delle tre modalità e, nel farlo, sostengono che le altre due siano da scartare; sciocchezza: ognuno è libero di gradirne una, due o anche tutte e tre, a seconda dei casi e dei gusti personali; diffidatene: rischiate di perdervi, magari, proprio quella modalità che potrebbe appagarvi di più e tenervi alla maggiore distanza possibile dal fumo combusto, ricordando che nel mondo dello svapo c’è chi ha smesso di fumare svapando di guancia (MTL o Mouth To Lung), chi in flavour (o RDL, Restricted Direct Lung), chi di polmone (DL o DTL, Direct To Lung). Usate quella che vi piace di più e non date retta a fanatici detrattori.

Ce ne sarebbero altri, ma è inutile insistere.

3. Pagliacci e giullari assortiti

Sono quegli pseudo-personaggi la cui presenza mediatica, in qualche caso abbastanza ingombrante, a volte fa parlare molto di sé ma, nello specifico della materia, spesso ha ben poco o addirittura nulla da dare quanto a nozioni utili.

Sono coloro che si mettono davanti a una telecamera non per condividere la propria passione e ciò che hanno imparato, ma semplicemente per fare spettacolo, ottenere iscritti, visualizzazioni, commenti, mi piace e altre interazioni a seconda del medium usato. La loro scusa ufficiale è che lo fanno “per fare compagnia”, ma il loro vero obiettivo è capeggiare un gregge e dimostrare di averlo più grosso… Il gregge, il gregge. Sta a voi decidere se essere parte di quel gregge o meno.

Gli elementi da notare per individuarli sono; il lessico generale magari anche colto, ma dall’intercalare assai poco urbano, spesso turpiloquiale o comunque estremamente colloquiale, ben oltre i limiti della decenza e impiegato con eccessiva frequenza, dunque non semplicemente come mezzo per attuare il principio di economia linguistica, ma come artificio per tenere salda l’attenzione su di sé, ben sapendo di non avere gran che da dare; l’impiego improprio o fuori contesto di termini del lessico specifico del vaping (e questo può essere difficile capirlo, almeno all’inizio); i fin troppo frequenti riferimenti al denaro, al sesso, alle dicerie, alle maldicenze, alle indiscrezioni su questo e quello, i riferimenti velati (o espliciti) ad altri creatori di contenuti, la critica sterile lanciata in aria tanto per spargere letame, il fomentare il pubblico contro altri creatori di contenuti e via discorrendo.

Statene alla larga, oppure, se proprio vi piace, prendeteli per quello che sono: pagliacci e giullari assortiti, da usare come sottofondo mentre vi fate la doccia, ma non di più.

4. Imbonitori

Qui è un po’ più difficile fare distinzioni, ma non impossibile. Quando scoprite qualcuno secondo cui tutti i liquidi che prova sono buonissimi, tutti gli atomizzatori che esamina sono performantissimi, tutte le box che riceve in test sono meravigliose, tutti i tubi che gli o le inviano sono fantastici e spingono come matti, ma anche ogni singola Pod che riceve è quella definitiva ed è straconsigliata, insomma quando tutto ciò che riceve a scopo recensione (che può risultare con varie formule: es. «ringrazio tizio per avermelo inviato», oppure «… gentilmente inviato da caio» e simili) è inviato gratuitamente e guarda caso è sempre eccezionale, attenzione: siete di fronte a un possibile imbonitore.

È anche vero che oggi, nel 2026, è assai difficile produrre un liquido davvero scostante o produrre dell’hardware realmente scadente al punto da essere impresentabile. Ma occorre ricordare, in particolare riguardo l’hardware, che il valore aggiunto maggiore derivante da una recensione è quello di sapere in anticipo ciò che non si può sapere senza aver acquistato l’oggetto e cioè, in modo particolare, i difetti, anche quelli lievi.

Se la parola difetti non passa mai nella bocca del recensore in questione, anche solo per dire che non ne ha individuati, allora attenzione: state perdendo proprio quella parte più importante – e l’unica per la quale vale la pena guardare delle videorecensioni – del valore aggiunto. Di questo avevo parlato più estensivamente in un precedente articolo.

Fate anche molta attenzione a chi dice «se un liquido che ricevo non mi piace, non lo recensisco» oppure “«se l’articolo che ricevo ha dei difetti, non ne parlo». Non è un atteggiamento corretto in quanto lancia un messaggio opportunistico: allora vuol dire che tutto ciò di cui parla quel recensore è perfetto e ciò di cui non parla è da scartare.

Posizione profondamente errata perché, fatte salve le questioni tecniche innegabili come un pulsante difettoso, un ricorrente surriscaldamento in fase di ricarica e simili, spesso ci sono di mezzo fattori soggettivi, in special modo sui liquidi. Non è detto che un liquido sgradito al recensore sia altrettanto sgradito ad un’altra persona.

Un recensore serio parla sempre di un liquido ricevuto, senza dire se lo gradisce o meno: si limita a dire quali note aromatiche percepisce, con quale intensità e in quale rapporto tra loro. E, ciò nonostante, resta ancora inevasa una forte componente soggettiva legata alle sensibilità individuali, fattore, questo, inaggirabile se non conoscendo con il tempo il recensore.

Quel che va fissato è che vale la pena di impiegare il proprio tempo per conoscerlo meglio solo se parla di ciò che percepisce e come, ma non se parla solo di “è buono o non è buono”.

Allo stesso modo, recensisce qualunque hardware gli arrivi, anche correndo il rischio di inimicarsi il produttore o il distributore per la recensione negativa: la prima cosa che deve salvare è la propria faccia rispetto al pubblico, altrimenti somiglia più alla Wanna Marchi della situazione che ad un recensore. D’accordoooooo?

Capita anche di assistere a recensioni/presentazioni apparentemente impeccabili e spesso giudicate tali solo perché acclamate da chi già segue quel determinato personaggio.

Tuttavia, con l’esperienza scoprirete che non bastano la dialettica scorrevole e la chiacchiera: scorgerete recensori che ne hanno a bizzeffe ma, ad esempio, usano sempre lo stesso filo resistivo o quasi, qualsiasi atomizzatore recensiscano; la resistenza che costruiscono è sempre la stessa o varia di pochissimo, anche quando volumetria e liquido suggerirebbero di fare anche prove radicalmente diverse, eccetera.

Ecco, personalmente considero anche quelli alla stregua dei semplici imbonitori. Eppure, secondo buona parte del pubblico, sono considerati dei maghi, dei grandi esperti. Nella vita reale, sono semplicemente imbonitori e nulla più, fanno parte dei famosi furbi, come li definì Giuseppe Prezzolini, e chi dà loro ascolto e credito fa parte degli altrettanto famosi fessi, sempre definiti dallo stesso autore.

Per questo, all’inizio, dicevo che qui individuare il personaggio giusto e affidabile si fa difficile. Occorre molto senso critico, molto acume e molta psicologia, utili per inquadrare il personaggio in questione e non farsi, appunto, imbonire.

Conclusioni

Il mondo del vaping, in modo particolare in Italia e in modo ancor più particolare sui social media – da YouTube a Instagram, da Facebook a TikTok e X), a volte può essere fonte di informazioni di grande utilità.

Ma richiede un senso critico molto pronunciato che, nello specifico, si traduce nella capacità di non bersi la prima panzana che viaggia, ma di accostare il bicchiere alla bocca solo dopo che si sia stabilito se sia il caso e se valga la pena. Non è facile, certamente, ma è indispensabile essere critici. Il che non significa sfogare il proprio disappunto o, peggio, le proprie frustrazioni in invettive velenose in commenti e chat.

Significa, invece, prendere atto delle circostanze e, se ritenuto opportuno, limitarsi a smettere di seguire quel determinato content creator, streamer o altre qualifiche simili dietro cui vi sia chi pubblica contenuti su tali piattaforme: sarebbe tempo perso, acquisizione di nozioni spesso fallaci o anche false, creazione di convinzioni fondate sul nulla e semplice adulazione.

Il guaio è che, con il tempo e l’esperienza, se si è ragionato bene ci si ritroverà a smettere di seguire un gran numero di creator/streamer, un numero talmente grande che potrebbe avvicinarsi quasi alla totalità. Non è strano, non ve ne stupite: nella società di oggi a regnare sovrani sono la mediocrità, la vendita di fumo e l’arrivismo, non certo il semplice piacere di condividere la conoscenza.

Lo scopo concreto dovrebbe essere sempre uno: concedersi un vizio che è comunque tale, ma è meno dannoso del fumo combusto, comunque appaghi e lo faccia il meglio possibile. Il resto è aria fritta o, in moltissimi casi, semplice fuffa, che vanno accuratamente scartate proprio per evitare di tornare dal tabaccaio.

Buona fortuna.

MVP


Marco V. Principato

(42 articoli in queste aree)

Informatico sin dagli anni '80, laureato con lode in Scienze della Comunicazione, dottore magistrale con lode in Informazione Editoria e Giornalismo, studente a vita per meritare davvero la qualifica di dottore, radioamatore (IK0MHG).

Le sue posizioni in Rete:

  • Feed RSS autore