Novità sensazionale nel mondo delle POD!

Tempo di lettura: 2 minuti – Preparatevi… Non è quello che pensate. Però devo raccontarvela, non posso tacerla, è troppo grossa!

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Tutti avete presenti le POD, no? Parliamo di quelle che hanno il tiro sia automatico che attivato dalla pressione del tasto. Esempi sono la Tubino Pro, la Glent, la DotPod Max e tante altre. Ovviamente non si parla delle Vape-pen, come la Kiwi e simili, che hanno solo il tiro automatico.

Sentito con le mie orecchie: «ah, io premo sempre il tasto fire per svapare, perché così facendo va a piena potenza, ha più spinta».

Non ridete. Non c’è niente da ridere, c’è da piangere, altro che.

Per chi, invece, dovesse pensare che tale circostanza sia plausibile, la risposta è: no, non è così.

Il sistema che attiva la resistenza di vaporizzazione con il tiro automatico è un meccanismo a depressione. L’aria che deve attraversare la resistenza viene prelevata in gran parte dal foro aria esterno e, in piccola parte, da un foro interno collegato al sensore di depressione.

Quando lo svapatore aspira, la pressione dell’aria interna alla cartuccia diminuisce, dunque per ristabilire l’equilibrio l’aria entra dal foro aria e dal sensore di depressione. Questo si comporta esattamente come un pulsante: c’è depressione? Si chiude. Non c’è più depressione? Si apre.

Elettricamente, è semplicemente in parallelo al tasto fire. Ossia funziona come in quegli appartamenti dove la luce è comandata da pulsanti: qualsiasi dei pulsanti agisce sul relè di comando e questo a sua volta accende (o spegne) la luce. Ma non è che uno dei due pulsanti la accende più forte o più debole: la luce è sempre la stessa.

Nel caso della POD è esattamente la stessa cosa: che ad agire sia il sensore di depressione o sia il tasto fire non fa alcuna differenza, dunque non esiste alcuna “spinta” in più, si tratta di pura e semplice fantasia, una sorta di effetto placebo.

Uniche giustificazioni all’uso del tasto fire possono essere:

  1. l’abitudine, in quanto lo svapatore in questione è abituato a farlo perché magari è di vecchia scuola, o semplicemente perché gradisce farlo;
  2. il funzionamento incerto del sensore di depressione, che produce un’attivazione altrettanto incerta, che magari parte e si ferma, riparte e si riferma durante la svapata, cosa in effetti poco gradevole.

Nel secondo caso, solitamente dovuto a del liquido o a della condensa percolati all’interno, è sufficiente soffiare forte con una bomboletta di aria compressa (non con un compressore: troppo violento), di norma il problema si risolve e le incertezze di attivazione spariscono.

Ma che non si venga a raccontare che spinge di più, perché è una sonora scemenza!

Ok?

Ciao.

MVP


Marco V. Principato

(54 articoli in queste aree)

Informatico sin dagli anni '80, laureato con lode in Scienze della Comunicazione, dottore magistrale con lode in Informazione Editoria e Giornalismo, studente a vita per meritare davvero la qualifica di dottore, radioamatore (IK0MHG).

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