«Esci» il cervello. Se ne hai uno da «uscire»

Tempo di lettura: 2 minuti – Niente, Umberto Eco aveva ragione. Solo che ormai è troppo tardi, è tutto da rifare.

La mia versione della vignetta.
La mia versione della vignetta.

L’ennesima dimostrazione che Umberto Eco aveva ragione: i social (oggi, aggiungo io nota 1) danno voce a legioni di imbecilli, i quali prima parlavano solo al bar dopo qualche bicchiere di vino, ma non portavano alcun nocumento alla società perché venivano subito messi a tacere.

Uno dei primi post sul tema.

Uno dei primi post sul tema.

Infatti: è bastato qualche post basato sul nulla (vedi immagine) perché le legioni di imbecilli (cit.), intente anche ad alimentare siti degni di pari loro, ritenessero credibile che l’Accademia della Crusca sottoscrivesse simili bestialità.

Non appena fonti vagamente più autorevoli hanno chiarito che non vi è stato alcun avallo, da parte della celebre istituzione linguistica, dell’uso colloquiale e popolare di espressioni come “esci il cane”, “entra la macchina” o “scendi la borsa” come costrutti ufficialmente adottati dalla lingua italiana, le legioni di imbecilli sono rimaste con le pive nel sacco.

Vittorio Coletti, sul sito dell’Accademia, è stato piuttosto chiaro, sin dal titolo:

Siedi il bambino! No, fallo sedere!

ed è evidente perché, come spiega lo studioso più avanti nel pezzo (che però nessuno si è curato di leggere fino in fondo: leggere – e capire – costa fatica), pur non negando la possibilità di impiegare colloquialmente tali forme, risulta impossibile convertire le frasi al passivo: se fosse lecito dire esco il cane, dovrebbe aver senso anche il cane è uscito da me, mentre è evidente che il cane non potrebbe mai uscire da me senza prima entrarvi e non è così facile che un cane possa entrare in me (se mai il contrario, qualora particolarmente feroce ed adirato).

Eppure, tutto ciò ha prodotto un traffico inusitato, finendo su tutti i giornali, dando persino qualcosa da fare al solito Lercio.

Ciò dimostra quanto sia facile dare in pasto alle legioni di imbecilli qualsiasi notizia, non importa se vera o falsa, credibile o palesemente artefatta: ci credono. Traete da soli le conclusioni.

Non ci riuscite? Suggerirei di riguardare l’immagine in testa e raccogliere l’oggetto caduto. Forse si può fare qualcosa per riconnetterlo. Forse.

MVP


Note

  1. Me la sento di dire “aggiungo io” perché sono utente Facebook dal 2008, dunque mi rendo perfettamente conto della differenza abissale tra allora e adesso.

Marco V. Principato

(42 articoli in queste aree)

Informatico sin dagli anni '80, laureato con lode in Scienze della Comunicazione, dottore magistrale con lode in Informazione Editoria e Giornalismo, studente a vita per meritare davvero la qualifica di dottore, radioamatore (IK0MHG).

Le sue posizioni in Rete:

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