Lion POD by La Tabaccheria / Hellvape, ragionamenti

Tempo di lettura: 2 minuti – Senza nulla togliere alle doti reali riscontrabili con un impiego materiale, ragiono su quel che con ogni probabilità potrebbe essere la concretezza di questo prodotto.

Copertina del video di presentazione del prodotto.
Copertina del video di presentazione del prodotto.

Alcuni si chiedono se la nuova POD Lion, prodotta da Hellvape e co-brandizzata La Tabaccheria, di prossima uscita alla data di redazione di questo post, sia effettivamente un prodotto definibile come rivoluzionario.

A mio modesto avviso e tenendo presente che, in ogni caso, mi sono limitato al video di presentazione fatto dal sig. D’Alessandro, non credo possa esserlo.

Si tratta, ovviamente a occhio e croce, di un’edizione personalizzata della Jello Max di Hellvape. La personalizzazione consiste in

  1. co-branding: il prodotto porta sia il marchio La Tabaccheria sia quello Hellvape;
  2. variazioni design estetico: smussatura della carrozzeria nella parte superiore, colorazioni personalizzate e logo del leone;
  3. cartuccia Pod diversa: ha la resistenza da 0.8 Ohm, a differenza dei due modelli che il produttore commercializza per la propria versione (1.0 Ohm e 0.6 Ohm).

Dunque, il valore aggiunto reale per il cliente consiste sostanzialmente nell’adozione di una resistenza diversa per la cartuccia Pod. Per il resto, è assai difficile credere che possano esservi altre differenze, ricordando che qualsiasi variazione all’estetica e a piccoli dettagli di design, ovviamente, non possono avere alcuna influenza sul funzionamento e dunque il loro valore aggiunto afferisce esclusivamente alla sfera della brand-loyalty generata nel tempo grazie all’engagement dato dalla notevole brand-awareness presente nella clientela.

Non sembrerebbero esservi altre differenze e anche il firmware di gestione sembrerebbe null’altro che quello originale. Inoltre, stando a quanto afferma D’Alessandro, sarà commercializzata solo con le cartucce Pod da 0.8 Ohm e ovviamente non è dato sapere con certezza se l’attacco sia compatibile con quelle originali Hellvape (ma è possibile, per una semplice questione di economie di scala a cui, con ogni probabilità, il produttore punta con lo scopo di massimizzare i profitti e contenere il più possibile i rischi derivanti dalle alterazioni alla propria linea prodotto).

Dal mio personale punto di vista, infatti, la resistenza da 0.8 Ohm ha l’aggressività giusta per determinati liquidi (Kentucky, Latakia, alcuni tipi di orientali come il Basma e alcuni cremosi), ma forse è fin troppo arrogante con tabacchi più delicati o frutta, dove personalmente vedrei meglio quella da 1.0 Ohm.

Ormai c’è poco da fare: o esce fuori una tecnologia completamente nuova, che non abbia nulla a che vedere né con le resistenze di tipo BVC, né con quelle a piastrina di mesh, o ci si trova quasi sempre di fronte a un prodotto sostanzialmente simile, quando non uguale, ad altri.

Ovviamente potrei essere smentito da un confronto reale fatto impiegando materialmente i dispositivi; tuttavia, conoscendo il comportamento medio dei mercati e le strategie abituali delle imprese, la riterrei un’ipotesi alquando improbabile.

MVP


Marco V. Principato

(42 articoli in queste aree)

Informatico sin dagli anni '80, laureato con lode in Scienze della Comunicazione, dottore magistrale con lode in Informazione Editoria e Giornalismo, studente a vita per meritare davvero la qualifica di dottore, radioamatore (IK0MHG).

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