Tempo di lettura: 7 minuti – Ecco come vedo il passato, il presente e un pezzetto di futuro del vaping, naturalmente in estrema sintesi
2009/2010
I vecchissimi cartomizzatori “silica rope wick”. Spesso esteticamente discutibili, difficili da usare, dal pessimo rendimento e dal funzionamento assai incerto (a meno, in qualche caso, di modifiche anche sostanziali), era l’epoca delle resistenze da 2 Ω o più. Un mercato nuovo, pressoché sconosciuto alle masse, con assenza totale di normative al riguardo, molta curiosità e forte scetticismo da parte dei fumatori (incluso chi scrive). Aprono moltissimi nuovi negozi, persino qualche flagship store (Eleven).
Nel frattempo i primi tentativi di atomizzatori rigenerabili escono dai laboratori e dai garage per approdare sui mercati, tra cui i famosi res-nores: la denominazione è derivante dal fatto che, essendo ancora pressoché sconosciuto il concetto di torretta, di post e altre denominazioni simili per definire il morsetto a cui attaccare i terminali della resistenza, le connessioni di quest’ultima con l’esterno avvenivano tramite una giunzione fatta ad arco elettrico con uno strumento chiamato joiner, in italiano giuntatrice, che connetteva le due gambette di filo resistivo con pezzi di filo non resistivo, collegati al fondello. Questa operazione, che spaventava moltissimo i nuovi vaper, era in realtà già conosciutissima da chi scrive, che ne faceva uso in campo elettronico già da tempo memorabile per l’autocostruzione di resistenze a filo di precisione, ma fu anche la ragione più dissuasiva, visti i pressanti impegni lavorativi, ad adottare qualsiasi strumento da vaping che richiedesse tale tecnica.
2011/2012
Dopo vari passaggi evolutivi, varie altre case hanno prodotto cartomizzatori più evoluti, nel mercato si sono visti nuovi dispositivi (Ovale, Categoria, i famosi CE4 e simili e i vari raccordi di connessione tra E-Go, 510, Cisco, MCS ed altri, con pubblicità persino in TV e le prime recensioni su YouTube) e alcuni si sono evoluti in dei mini-non-rigenerabili (a volte detti clearomizer), con delle vere e proprie microtestine, per poi sfociare nei primi non-rigenerabili più seri da 22/23/24 mm., con serbatoi un po’ più spaziosi.
Nel frattempo iniziava il mercato quasi occulto e settario dell’High-End che, in realtà, era solo un primo tentativo di ottenere molto di più dal vaping, partito da alcuni vaper con più esperienza e manualità i quali, dopo essersi lanciati nelle modifiche (da qui il termine modder, ossia “modificatore”) necessarie per far funzionare più decentemente l’hardware in circolazione, si sono cimentati in produzioni ex-novo fatte in proprio, conservando la denominazione di modder. Nei sottoboschi si iniziano a delineare i mercatini privati dove, tra non molto, inizierà il cosiddetto “flipping”.
2013/2014
Continua lo sviluppo di atomizzatori non rigenerabili con modelli che hanno sbaragliato il mercato (Aspire, Innokin). Inizia un certo grado di successo dell’High-End, incluso mondo Genesis, nonostante i costi spesso proibitivi per via dei quali si avvia stabilmente, anche se in modo stentoreo e con risultati molte volte sconcertanti per la bassa qualità, il mercato dei famosi “cloni”.
Iniziano le prime fiere e i primi “flipping” azzardati, spesso in fiera stessa, dove una ristrettissima cerchia di fedelissimi al dato modder aveva il “privilegio” di acquistare pezzi in tiratura limitata e poi, alquanto disonestamente, rivendere tali pezzi sottobanco a prezzi astronomici. Nonostante ciò, l’hype per certi nomi era tale da rendere i prezzi spropositati un’ulteriore attrattiva per il pubblico più ingenuo. In questa fase storica iniziano, comunque, le produzioni più prestigiose, pochissime delle quali ancora oggi sono sul mercato.
2015/2018
Il boom, sia dell’High-End che del Mid e Low-End. Anche i cloni iniziano a migliorare, a fine periodo iniziano a circolare stabilmente anche le POD, grazie alla grande spinta offerta dalle fiere, sempre gremite. Il fenomeno del flipping continua imperterrito perché ormai noto.
Grande diffusione anche del Cloud Chasing, l’era dei cosiddetti “nuvoloni” prodotti sia da atomizzatori rigenerabili che da non rigenerabili, con annesse tifoserie spesso da stadio, parteggiamenti per quello o quell’altro modder, eventi in tutto il paese e, dunque, un fenomeno ormai commercialmente ben presente e di tutto rilievo.
I vecchi forum iniziano a essere disertati in favore delle attività social, più coinvolgenti e più appetibili, specialmente per i “facinorosi”, assieme a un’esplosione della content creation a tema su YouTube, con cui molti hanno vissuto a sbafo ricevendo hardware e liquidi gratuiti a scopo recensione, mentre pochissimi (diciamo uno solo, se vogliamo) si può dire che da questo periodo abbiano tratto grande giovamento, non arrivando ad arricchirsi ma di certo a stare economicamente molto bene.
2019/2020
L’High-End regge bene, il Mid e Low-End cresce (hanno imparato, nel frattempo, dalle “lezioni” dei modder più in auge), ma la velocità di clonazione cresce anch’essa, e non a discapito della qualità. Nel frattempo, le POD iniziano a diventare grandi produzioni. Sulla falsariga di alcuni tentativi non sempre andati a buon fine (es. Blu, Veev e qualche altro), dopo le prime idee di POD a cartucce non ricaricabili e di disposable anche i grandi produttori di POD iniziano a pensare al mondo del vaping di massa come target per dispositivi il più semplici possibile, che non richiedano alcun particolare intervento da parte del consumatore oltre all’uso.
Le fiere sono un po’ in calo, complice anche la pandemia da Covid-19, ma reggono ancora, mentre il fenomeno del flipping inizia a scemare lentamente, assieme alla stretta di freni di YouTube, che inizia a moderare la circolazione dei contenuti sul tema e a mettere paletti.
2021/2023
Ancora bene l’High-End e gli originali Mid e Lo-End, la velocità di clonazione degli originali cresce ancora, tante POD di ogni genere, circuiti innovativi, grandi migliorie alle testine (piastrina di mesh), inizia la massificazione delle disposable, malignamente mirate verso i giovanissimi, tanto da diventare un fenomeno pressoché fuori controllo sia dal punto di vista di tutela della salute che dell’ambiente.
Le fiere tolgono spazio ai rigenerabili e ne danno alle disposable, mentre gli influencer più in vista voltano definitivamente le spalle al mondo High-End e dei rigenerabili in genere, spingendo invece molto il mercato dei dispositivi semplici (POD e disposable) che, essendo un mercato di massa, offre loro molto maggiore visibilità, miglior engagement e buon riscontro, unico modo per superare, almeno in parte, la stretta di freni di YouTube, sempre in progressivo aumento.
2024/2025
L’High-End è in parabola rapidamente decrescente e chiudono notissimi produttori, il Mid e Low-End rallenta moltissimo, il mercato di livello subisce un progressivo fortissimo rallentamento generale, cresce invece la domanda di POD che nel frattempo sono ulteriormente migliorate, stabili le disposable ma si inizia a pensare a divieti per queste ultime.
Nuove normative passano liquidi e aromi sotto Agenzia Dogane e Monopoli, chiudono i piccoli produttori di liquidi per l’impossibilità di ottemperare ai troppi obblighi imposti, le fiere divengono esclusivamente B2B (quindi niente più pubblico, solo operatori di settore) e di conseguenza si svuotano moltissimo. I pochi High-End che escono sono clonati dai grandi marchi cinesi nell’arco di pochissimo tempo (in alcuni casi giorni) e con livelli qualitativi a volte non distinguibili dagli originali.
YouTube, dal canto suo, cala la maschera e fa ben capire, specie a chi è davvero in vista, che il tema del vaping non solo non è gradito, ma mette addirittura i canali a rischio chiusura.
Quale potrà essere lo scenario commerciale nel prossimo futuro?
- Mondo Genesis: nicchia microscopica, resterà sostanzialmente stabile, è uno zoccolo duro, benché numericamente irrilevante ai fini di mercato.
- Mondo rigenerabili: commercialmente agonizzante, prossimo al decesso. Resteranno i pochissimi irriducibili, che saranno sempre meno, fino a diventare anch’essi commercialmente irrilevanti.
- Gli influencer più in vista si aggrappano a ciò che commercialmente “tira” ma, restando poco, spaziano anche nella produzione di contenuti su altri temi, anche nel tentativo di scongiurare la censura di YouTube.
- YouTube sarà sempre più da prendere con le pinze e chi vorrà ancora fare l’influencer sul tema sarà costretto ad acrobazie mediatiche per non incorrere nelle censure e a destreggiarsi tra diversi social media, al fine di mantenere più engagement e più penetrazione di mercato possibile senza vedersi oscurare.
- Fiere: un ricordo del passato, il pubblico è totalmente escluso.
- Non rigenerabili: resteranno solo per quei pochissimi wannabe che ancora vogliano qualcosa che somigli a “una mod” (box + atomizzatore), senza – o limitando – la sbatta del dover rigenerare, molto probabilmente a tempo determinato perché, nel momento in cui i produttori smetteranno di produrre testine, tutto quell’hardware diverrà cestinabile.
- POD: dilagheranno sempre più, pur riducendosi la varietà di modelli in quanto le fabbriche cinesi che hanno superato la crisi di sopravvivenza alle nuove regole imposte dal governo cinese (vedi questo mio post precedente) sono solo le poche grandi, quindi politica commerciale di massa, poca ricerca e sviluppo.
- Disposable: a meno di provvedimenti realmente repressivi e caratterizzati da una severità al limite del dittatoriale, continueranno ad assuefare giovani su giovani, specie con approvvigionamenti dal mercato nero, causeranno una crisi ambientale dalla quale sarà molto difficile uscire e, vista l’insensatezza tipica di quel pubblico per via della giovane età, produrranno serie preoccupazioni per la grave minaccia alla salute, ma nessuno farà chissà cosa per risolvere.
- Si tenterà di inasprire le regole, con risultati pari a zero in quanto ciò alimenterà solo il mercato nero, sia per quanto attiene gli additivi, sia per le disposable nicotinate a quote maggiori rispetto a quella legale. Nonostante le proibizioni, le discariche entreranno in crisi e diventerà un problema quasi planetario (già lo è, per molti aspetti).
- Si potrebbe assistere a tentativi di divieto generale di vaping (ovviamente lasciando, con la faccia di bronzo più lustra di sempre, che la gente faccia uso di sigarette, sigari e pipe), ancora una volta inefficaci perché daranno ulteriore floridezza al mercato nero e favoriranno le estrazioni cantinare estremamente dilettantistiche, grossolane e pericolosamente non igieniche, con tutto ciò che ne potrà derivare. Tutto questo scoraggerà qualsiasi iniziativa in ricerca e sviluppo che potrebbe, invece, essere parte di una svolta per la salute pubblica attraverso l’abbandono del combusto e l’adozione di un vaping sereno, legale, calmierato e sostenuto, da cui trarrebbe grandi benefici, ed alimenterà ulteriori provvedimenti restrittivi, i quali continueranno a essere inefficaci nonostante tutto.
Morale: più passano gli anni, più gli esseri umani diventano imbecilli. Si mandano al cimitero settori come quello dei rigenerabili, che inquina meno, dura di più e rende meglio, in favore di dispositivi semplicissimi, molto performanti ma dalla durata limitata (in qualche caso si potrebbe ipotizzare predeterminata), a tutto svantaggio del risparmio di risorse e del minor impatto ambientale.
Ci si preoccupa per i “residui di nicotina” nelle estrazioni professionali fatte da imprese serie, ma non ci si preoccupa dei danni fatti dai sali di nicotina a 50 mg./ml. o in qualche caso anche 80 mg./ml., reperibili con enorme facilità sul mercato nero per i vari pischelli interessati più a sballarsi che altro, ignari del fenomeno assuefattivo a cui vanno incontro e ai danni per la loro salute presente e soprattutto futura.
E, infine, alle già esistenti intere isole di plastica negli oceani, non c’era di meglio da fare che lasciare formarsi altre isole, fatte di disposable “esaurite”.
Complimentoni, che vanno non solo ai grandi produttori, ma anche al grande pubblico, ormai ridotto a una massa informe, ignorante ed egoista, nonché alla pletora di pseudo-influencer, che di Comunicazione e Marketing sembrano masticare assai poco, per il loro enorme contributo a questa deriva, nonché alla politica italiana, europea e per molti casi mondiale, inclusa OMS, che con la cecità e l’ingordigia che le contraddistinguono, invece di agevolare il vaping lo ostacolano con ogni mezzo, sfruttando l’occasione – ove possibile – per nuovi prelievi fiscali da riversare nei ben noti pozzi senza fondo. Bravissimi, trenta e lode.
Proprio la fine che non avrei mai voluto vedere per il mondo del vaping ma, ahimé, chest’è, e non credo di sbagliarmi.
MVP
